Topic: Links aggira il paywall del Washington Post  (Letto 201 volte)

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Offline Trizio

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Links aggira il paywall del Washington Post
« il: Aprile 01, 2018, 13:30 »
Salve. Ultimamente mi sono un po' scocciato della pubblicità online e ho cercato un metodo alternativo ai vari ad-blocker di Firefox. Ho dunque provato ad usare il browser Links, per vedere se potevo rimpiazzare direttamente Firefox. Come soluzione al mio problema non è un granché  e alla fine ho optato per pi-hole installato sul mio raspberry.

Il fatto è che incidentalmente ho scoperto che Links sembrerebbe aggirare il paywall del Washington Post. È il caso di avvisarli?

Offline riko

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Re:Links aggira il paywall del Washington Post
« Risposta #1 il: Aprile 02, 2018, 12:57 »
Il fatto è che incidentalmente ho scoperto che Links sembrerebbe aggirare il paywall del Washington Post. È il caso di avvisarli?

In che modo questo e' relativo a Python? Comunque... esattamente perche' sei sorpreso di questa cosa? Non ci gira sopra Javascript... tanta roba che dovrebbe funzionare (nel bene e nel male) non funziona.

Dopo di che, il WP in particolare appartiene al mio capo, ma insomma... credo che sappiano da soli se gli conviene di spendere soldi per bloccare l'accesso alle 4 persone che usano links. E qualcosa mi dice che non e' che ci vuole un genio per rendersi conto che se tutto il loro marchingegno si basa su Javascript ci sono parecchi modi per girare intorno a questa cosa.

E mica e' una charity, eh.

Offline Trizio

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Re:Links aggira il paywall del Washington Post
« Risposta #2 il: Aprile 02, 2018, 13:50 »
Beh, la cosa mi sorprende perché mi pare strano che non abbiano pensato ad una cosa del genere, dato che giustappunto non sono una charity. Non me ne intendo, ma presumo ci siano modi più efficienti per bloccare l'accesso agli scrocconi. Inoltre, la cosa me le fa un po' girare perché mia madre l'abbonamento lo ha pagato.

EDIT: mmm...

« Ultima modifica: Aprile 02, 2018, 14:33 da Trizio »

Offline riko

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Re:Links aggira il paywall del Washington Post
« Risposta #3 il: Aprile 04, 2018, 10:47 »
Beh, la cosa mi sorprende perché mi pare strano che non abbiano pensato ad una cosa del genere, dato che giustappunto non sono una charity. Non me ne intendo, ma presumo ci siano modi più efficienti per bloccare l'accesso agli scrocconi.

Cosa c'e' da capire riguardo al fatto che la percentuale di gente che usa links per girare attorno alle protezioni probabilmente costa meno di mettere un sistema non eccessivamente rompipalle per gli altri che non glielo consente?

Se e' per questo fino a poco fa bastava l'incognito. Ma d'altra parte se vuoi dare un certo numero di articoli gratuiti anche a chi non ha un account con te (pagato o meno) non e' che puoi fare molto, visto che l'unico posto dove puoi salvare informazione e' lato client, immagina quanto possa essere robusto.

> Inoltre, la cosa me le fa un po' girare perché mia madre l'abbonamento lo ha pagato.

Non capisco. Se non sei contento del valore che l'abbonamento ti genera, forse dovresti smettere di farlo. Se sei contento, beh... quale e' il problema?
Che qualcuno, in modo piu' scomodo, riesce ad accedere alla stessa informazione? Mica sei azionista del WP.

Offline riko

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Re:Links aggira il paywall del Washington Post
« Risposta #4 il: Aprile 04, 2018, 10:51 »